Produzione editoriale - collane
pubblicazioni varie

Carla Arconte, Impiegate alla Società Terni. Lavoro e scritture di donne in un'acciaieria

prima edizione ottobre 2011

pp. 176

euro 15,00 (IVA inclusa)

ISBN 978-88-6379-028-3

  
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FAUSTINO una vita cento storie
Alvaro Angeleri

 

La “vera” storia è fatta dalle mille storie delle persone “normali”. Ogni vita è importante. Ma qualcuna è degna di un romanzo di avventure. Faustino Fagiolo è nato nel 1921 in una casa contadina della campagna di Spina. Da subito si è capito che non sarebbe stato un bambino come gli altri. A sei anni, o giù di lì, con il “soffietto” intonava canzoni. Per Faustino la musica è stata più di un hobby. Ragazzino entra in banda ed è così bravo che lo inseriscono nella Fanfara di Perugia, ancora minorenne, e suona a Roma davanti a Mussolini e Hitler. La sua vita, come quella di tutti i contadini tra le due Guerre, è fatta di fame, freddo, lavoro e patimenti. Poi la guerra. Faustino parte a vent’anni. Jugoslavia, partigiani, Tedeschi. Anche in quei cinque anni fame, morte, sofferenze. Il ritorno a casa, dove tutti lo davano per morto, è una lunga odissea. Ma torna. E torna cambiato. Inizia subito a lottare contro i padroni. Batte le campagne in bicicletta. Sindacalista, comunista. È uno dei fondatori del Molino Popolare Marscianese. Viene eletto in consiglio comunale nelle liste del Pci. Ne paga le conseguenze. Il padrone lo caccia dal podere. Col tempo le cose migliorano. Ma una cosa non cambia nella vita di Faustino, la passione per la musica: banda, complessi musicali, serenate. Faustino è anche “animatore”. Nelle feste private suona, canta, racconta storie e barzellette. Il tempo corre. I figli si sposano, diventa nonno. Perde la moglie ancora giovane. È un duro che non si arrende. Trova una compagna. Diventa bisnonno. Il fisico sente la vicinanza dei novanta ma lo spirito e la mente sono sempre quelli del ventenne.

 

Conosco Faustino da oltre quarant’anni. E di aneddoti ne ho sentiti tanti. Alla fine del 2006 lo invito a registrare tutto quello che si ricorda della sua vita. La risposta è “no”. Non faccio in tempo a restarci male che aggiunge: “Niente registratore, scrivo”. Dopo un mese è già a quota cento pagine scritte a mano. Le telefonate diventano quotidiane. “Vado avanti?”, chiede. Ovvia la risposta: “Tutto quello che vi viene in mente”. Scrive altre pagine. E poi ancora. Ormai sono trecentocinquanta.

Mentre le trascrivo al computer le storie mi sembrano ancora più fantastiche. E mi sembra un peccato tenerle solo per me.

È possibile che alcuni racconti non siano collocati nel periodo giusto o che qualche nome, o dialogo in dialetto, sia impreciso. Ma non ho mai voluto togliere la “freschezza” al racconto di Faustino.

Chiedo anticipatamente scusa, a nome mio e di Faustino, se qualche racconto dovesse suscitare disappunto in qualcuno dei tanti personaggi che popolano il libro.