Produzione editoriale - collane

Quaderni Marscianesi

Edizione 2008
pp. 224
euro 10,00 (IVA inclusa)
ISBN 978-88-87288-97-6

Indice

Introduzione di Rossella Santolamazza

modulo per l'ordinazione

Giulia Coletti
La biografia e l'archivio di Adolfo Bolli. Un medico socialista

 

Presentazione

Quando in quel freddo pomeriggio di metà febbraio di più di mezzo secolo fa, i cittadini marscianesi parteciparono al funerale del medico Adolfo Bolli, espressero il loro sincero dolore, ma anche una profonda riconoscenza verso chi aveva dedicato la vita intera in difesa dei diritti civili di tutte le persone, convinto che si potesse realizzare un giorno una vera democrazia istituzionale e sociale.
Già, perché di cambiamenti politici il dottore ne aveva conosciuti tanti: i suoi primi passi di brillante studente nel capoluogo umbro, poi a Roma dove si sarebbe laureato in medicina, parallelamente al suo impegno nella vita civile, la sua iniziale tendenza radicale-garibaldina, il socialismo umanitario, in difesa delle classi meno agiate, fino ad arrivare ai difficili anni del ventennio fascista, l’umiliante confino alle Tremiti, per approdare agli anni del dopoguerra, quando l’Italia faticava a trovare una sua identità e l’anziano medico faceva da mediatore tra i diversi partiti politici di Marsciano, lui che fu sindaco fino a pochi mesi prima della morte.
L’approfondita ricerca storica di Giulia Coletti, il cui merito più alto è quello di pubblicarne le carte – inedite – del suo archivio privato, ci fornisce una visione globale della figura di Adolfo Bolli: la passione verso la medicina, la realizzazione della prima sala operatoria a Marsciano, l’onnipresenza a sostegno dei più disagiati, proprie, di un uomo che proveniva da una famiglia borghese.
I Quaderni Marscianesi si arricchiscono grazie a questo volume che delinea con precisione e ricchezza di particolari la figura di un importante personaggio, strenuo combattente di un ideale umanitario che, all’interno delle istituzioni, dovrebbe costituire sicuramente un obiettivo da raggiungere.
Nelle carte dell’archivio emergono spaccati della vita privata del medico, ad esempio la sua voglia di conoscere, che lo portò a imbarcarsi più volte, permettendogli di entrare in contatto con parti del mondo che in quella fine del XIX secolo potevano essere solo immaginate.
La dedizione di Adolfo Bolli alla sua professione fu totale e sempre sostenuta da una passione e una sensibilità che lo portarono a non trascurare la popolazione contadina, colpita da malattie conseguenza della cattiva e scarsa alimentazione.
Sono convinto che questo lavoro di Giulia Coletti sia un punto di partenza per altri studiosi, i quali, attraverso l’archivio di Adolfo Bolli, potranno ricostruire le vicende storiche del loro paese, inserendole in un contesto più ampio e così contribuire a mantenere viva la memoria di quanti si sono adoperati per il bene dell’intera collettività.

Fabio Rustici