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prima edizione febbraio 2009
pp. 128
euro 15,00 (IVA inclusa)
ISBN 978-88-87288-90-9
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Patrimonio industriale
e didattica museale.
Esperienze di conservazione e
di valorizzazione di siti, monumenti e archivi industriali
a cura di Francesca Ciarroni e Augusto Ciuffetti
Premessa
di Francesca Ciarroni
Il convegno Patrimonio industriale e didattica museale. Esperienze
di conservazione e di valorizzazione di siti, monumenti e
archivi industriali svolto a Marsciano (Perugia) lo scorso
20 maggio 2006, rappresenta un bilancio sugli approfondimenti
realizzati negli ultimi anni nell'ambito dell'archeologia
industriale e i contributi inerenti le principali esperienze
di musealizzazione e riqualificazione del patrimonio industriale
umbro e non solo.
Il convegno si è svolto presso Palazzo Pietromarchi,
residenza nobiliare trecentesca, costruita dalla famiglia
dei conti Bulgarelli di Marsciano, dal 2004 sede del nucleo
centrale del Museo Dinamico del Laterizio e delle Terrecotte.
La prima sessione della giornata ha evidenziato come in Italia,
dopo anni di continua insistenza a documentare l'evoluzione
storica e i processi industriali, a divulgare immagini del
passato industriale, le aree industriali, i macchinari e le
infrastrutture vengono assunte a valore.
E' infatti innegabile che negli ultimi anni sia maturato un
interesse per il recupero e la valorizzazione del patrimonio
industriale, un interesse che in molti casi ha salvato questi
spazi dal degrado, dalla speculazione edilizia o anche da
operazioni di recupero discutibili.
Certamente, il dibattito sull'archeologia industriale che
dagli anni settanta del secolo scorso anima gli scenari del
mondo accademico e non solo, ha portato al progressivo allargamento
del concetto di bene culturale.
Nel Manifesto dell'Associazione Italiana per il Patrimonio
Archeologico industriale (AIPAI) viene affermato che "le
tematiche dell'archeologia industriale e del patrimonio industriale
hanno conquistato legittimità nel dibattito culturale
e i monumenti dell'industria sono riconosciuti, da un'ampia
fascia di opinione pubblica, come un bene da tutelare e valorizzare"1.
L'attività di tutela e di valorizzazione, d'altra parte,
può trovare piena attuazione solo se inserita in un
sistema istituzionale che operi in modo organico ed efficace
sul piano delle competenze, dei programmi e della realizzazione
dei programmi stessi.
Una maggiore attività di tutela dei beni culturali
potrebbe essere perseguita attraverso una sempre più
ampia collaborazione "fattiva" tra le istituzioni
pubbliche e tra le istituzioni e i soggetti privati (banche,
fondazioni culturali, società).
La seconda sessione della giornata ha voluto dare conto delle
esperienze di conservazione e valorizzazione degli archivi
industriali.
Gli interventi indispensabili per una buona conservazione
di un archivio, sia esso costituito da carteggi, disegni,
fotografie, nastri magnetici, o da altro materiale sono quelli
adottati in fase di salvaguardia preventiva. Il riordino e
l'inventariazione, lo scarto degli atti e la redazione di
strumenti di corredo sono operazioni che, per quanto indispensabili,
non risultano sufficienti per la buona tutela e la valorizzazione
degli archivi.
Innanzitutto è necessario che un archivio sia conservato
in un locale idoneo, lontano da umidità o da infiltrazione
d'acqua che possono concorrere alla formazione di muffe o
all'infragilimento delle carte stesse, ma anche da possibili
insetti (roditori e tarli) responsabili di danni irreversibili.
Oltre a questi aspetti bisogna convenire che la finalità
principale dell'archivio, come ricordava Gino Papuli alcuni
anni fa, è quella della "consultazione: il che
comporta la possibilità di accedere ai dati che interessano,
in modo rapido e razionale"2.
In questo caso, internet offre notevoli opportunità
se utilizzato correttamente e in direzione del perseguimento
degli obiettivi di tutela e valorizzazione della fonti archivistiche.
Internet, come già dimostrato dalla ampia letteratura
in merito, potrebbe essere considerato come raffinato strumento
di corredo che permette di effettuare ricerche direttamente
dal proprio computer. L'aspetto più importante è
quello relativo alla efficace programmazione di banche dati
che puntino sempre di più sulla semplicità nell'utilizzo
del mezzo e sulla completezza delle informazioni messe a disposizione.
L'ultima parte del convegno ha riguardato la tavola rotonda
di cui, in questo lavoro, vengono pubblicati solo alcuni interventi.
Si è trattato di un momento importante di confronto
fra rappresentanti di istituzioni di settore sulle attività
finalizzate alla promozione del valore educativo dei musei
come luoghi di conoscenza e approfondimento della nostra storia.
Il dibattito conclusivo ha incentrato la discussione sulle
tematiche relative al ruolo del museo visto come spazio privilegiato
per l'apprendimento; ha messo in luce alcuni elementi di comunione
nei sistemi di gestione museale presentati, dove il confronto
con le esperienze di didattica museale attuate all'estero
è indispensabile allo sviluppo del museo stesso.
1 Manifesto approvato dall'Assemblea congressuale per il
decennale dell'AIPAI (Terni, 6-7 luglio 2007), conservato
presso la sede dell'Associazione.
2 Gino Papuli, L'ingegno e il congegno. Archeologia industriale
e cultura eclettica, Edizioni del Grifo, Lecce 1997, p. 177
(ora in Id., Archeologia del patrimonio industriale. I metodi
e la disciplina, Crace, Perugia 2005).
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