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Edizione 2010
euro 30,00 (i.i.)
pp. XXXII+448
ISBN 978-88-6379-017-7
Indice
Introduzione di Fabio Bettoni e Augusto Ciuffetti
recensioni
modulo
per l'ordinazione
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Energia e macchine.
L'uso delle acque nell'Appennino centrale in età moderna
e contemporanea
Atti del convegno nazionale di studi di Colfiorito
e Pievebovigliana (11-13 ottobre 2007)
a cura di Augusto Ciuffetti e Fabio Bettoni
I Quaderni di PATRIMONIO
INDUSTRIALE 2/2010
Quaderno monografico PROPOSTE E RICERCHE 35/2009
con il contributo di
ENEL - L'ENERGIA CHE TI ASCOLTA
Consorzio del Bacino Imbrifero Montano del Nera e Velino della
Provincia di Perugia - Cascia
in collaborazione con
ICSIM - Istituto per la Cultura e la storia d'Impresa "Franco
Momigliano"
"Proposte e Ricerche"
Introduzione: la civiltà
appenninica e l'acqua
di Fabio Bettoni (Università degli Studi
di Perugia) e Augusto Ciuffetti (Università Politecnica
delle Marche - Coordinatore AIPAI Umbria)
Il filo conduttore dei saggi raccolti in questo volume è
l'uso dell'acqua come fonte energetica, in una prospettiva
di lungo periodo, dal medioevo all'inizio del Novecento1.
Se i riferimenti di questo percorso sono i convertitori dell'energia,
la prospettiva muove dai mulini fino alla nascita delle prime
centrali idroelettriche. In questa evoluzione c'è una
sostanziale continuità: negli Appennini, infatti, molto
spesso, piccole centraline nascono proprio dalla trasformazione
di antichi mulini, oppure vanno ad utilizzare i loro canali
di adduzione delle acque.
I saggi affrontano il rapporto tra l'energia e le macchine,
per illustrare come la tecnica, in questo lungo arco cronologico,
si è rapportata all'acqua, cioè una delle principali
fonti energetiche, sviluppando sistemi, apparecchiature e
macchine per il suo sfruttamento a fini economici. Fino alla
rivoluzione industriale, infatti, le principali fonti di energia,
accanto al lavoro dell'uomo e degli animali, provengono dalla
natura: il legno, utilizzato come combustibile, il vento e
l'acqua. Nel Cinquecento, l'energia idraulica viene utilizzata
in almeno quaranta diversi processi produttivi: non solo nei
mulini per la macinazione dei cereali, ma anche per azionare
gualchiere per la follatura delle pezze di lana, macchine
da carta, magli, mantici e officine per la lavorazione del
rame e del ferro. Se il mulino è una riscoperta medievale,
nello stesso tempo, l'impiego di congegni azionati dall'energia
idraulica nel settore siderurgico è da considerarsi
come una delle innovazioni tecniche più importanti
del XIII secolo. Si tratta di una pagina di storia, almeno
per quanto riguarda l'Italia centrale, ancora da approfondire
in tutti i suoi aspetti.
L'energia dell'acqua e del vento, al centro dei sistemi economici
del medioevo e dell'età moderna, progressivamente collocata
in secondo piano dalle rivoluzioni industriali del XIX e del
XX secolo, sta ritrovando una sua centralità. Gli elementi
di interesse che i saggi raccolti in questo volume possono
alimentare sono molti e non si collocano soltanto sul piano
storiografico, ma investono anche l'attualità, soprattutto
se non si considera la ricerca storica come un semplice esercizio
di erudizione o come un lavoro fine a se stesso, bensì
una modalità, non tanto per meglio comprendere il presente,
quanto per operarvi con maggior consapevolezza. Un tema delicato
e vitale come quello delle fonti energetiche, di fonti rinnovabili
e non inquinanti, necessita, infatti, di un puntuale riscontro
e di un'attenta ricostruzione anche sul piano storiografico.
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L'insieme dei temi che si può sviluppare intorno al
binomio energia e macchine, dunque, è più ampio
e complesso rispetto alla prospettiva affrontata nei saggi
raccolti in questo volume. Agli aspetti riconducibili alla
storia economica e sociale o della tecnologia si possono aggiungere,
infatti, altre domande sulla struttura architettonica dei
mulini e degli opifici idraulici in genere e sulla loro evoluzione
nel tempo. Quando si passa, per esempio, dai mulini che non
contemplano l'abitazione del mugnaio ad edifici più
complessi, che prevedono sia l'impianto produttivo, sia la
casa del suo titolare? Se il principale materiale da costruzione
è il legno, quando e dove si iniziano a costruire mulini
in muratura? Domande simili possono riguardare anche l'evoluzione
degli apparati tecnici, dalla fase idraulica fino alla nascita
delle centrali idroelettriche46, con le quali si afferma una
nuova dimensione di paesaggio, dove "naturale" ed
"artificiale" si sovrappongono in modo dialettico47.
La speranza è che questi saggi siano in grado di delineare
un percorso storico utile anche a coloro che a vario titolo,
compreso il piano della politica e della pubblica amministrazione,
si trovano oggi a dover affrontare i problemi, non solo quelli
a carattere energetico, della montagna appenninica. D'altra
parte, questo libro esce grazie alla sensibilità di
pubblici amministratori dell'Appennino umbro-marchigiano,
ed in particolare: di Manlio Marini e di Nando Mismetti, sindaci
(in sequenza) di Foligno; di Sandro Luciani, sindaco di Pievebovigliana;
di Paolo Trenta, assessore ai programmi economici del Comune
di Foligno; di Egildo Spada, presidente del Consorzio del
Bacino Imbrifero Montano del Nera e del Velino (Consorzio
BIM).
Note
1 Si tratta delle relazioni presentate nel
convegno nazionale di studi "Energia e macchine. L'uso
delle acque nell'Appennino centrale in età moderna
e contemporanea", che si è svolto nei giorni 11-13
ottobre 2007 a Colfiorito (Perugia) e Pievebovigliana (Macerata),
nell'ambito delle "Giornate di studio sull'Appennino
centrale". Il convegno è stato promosso e sostenuto
dai comuni di Foligno e Pievebovigliana, dall'Istituto per
la Cultura e la Storia d'Impresa "Franco Momigliano"
(ICSIM), dal Consorzio del Bacino Imbrifero Montano del Nera
e del Velino (di Cascia), da L'Officina della Memoria (di
Foligno) e dall'Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico
Industriale (AIPAI).
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46 I. Zilli, Dall'energia idraulica all'energia
idroelettrica: le trasformazioni tecnologiche nelle industrie
molisane fra '800 e '900, in M. Franco, a cura di, La flessibilità
per l'Europa del Sud, Milano 2002, pp. 533-563.
47 Si veda R. Pavia, a cura di, Paesaggi elettrici: territori,
architetture, culture, Venezia 1998, e Id., Architettura e
paesaggi elettrici in Italia, in Economie nel tempo cit. (a
nota 11), pp. 327-333.
Per leggere tutta l'Introduzione al volume scarica il file
PDF
Fabio Bettoni e Augusto Ciuffetti -La civiltà appenninica
e l'acqua - Introduzione.pdf
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