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prima edizione aprile 2010
pp. XIV + 146
euro 15,00 (IVA inclusa)
ISBN 978-88-6379-011-5
Prefazione di Maria Rosaria Porcaro
Postfazione di Luciana Brunelli
Indice
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Impiegate alla Società Terni.
Lavoro e scritture di donne in un'acciaieria
di Carla Arconte
INTRODUZIONE
di Carla Arconte
Oggetto
di questa ricerca è la presenza femminile tra gli impiegati della
Società Terni nella prima metà del Novecento. Nell’analisi sono
stati utilizzati materiali di natura diversa secondo due prospettive
che attengono alla storia del lavoro. La prima, attenta a ricostruire
il profilo professionale e le relazioni di lavoro dentro
l’acciaieria, si è servita dei dati desumibili dai fascicoli
personali dei dipendenti dell’azienda, la seconda, attenta a
riconoscere le dinamiche delle relazioni di genere e le problematiche
connesse al processo di emancipazione femminile, ha usato le lettere
autografe rinvenute nei fascicoli stessi e indirizzate da alcune
impiegate alla Direzione. L’analisi di questa seconda tipologia di
fonti offre la possibilità di una più diretta comprensione
dell’approccio che le donne avevano con il lavoro, perché
contengono più di un elemento atto a illustrare non solo le
relazioni di lavoro ma anche i legami/conflitti che le impiegate
negli uffici avevano con la vita dentro e fuori della fabbrica.
Come
ricorda Simonetta Soldani, nel campo degli studi di storia delle
donne la tematica del lavoro ha assunto
un
rilievo del tutto particolare, con ricerche sempre più spesso
impegnate non solo a “restituire visibilità” alle fatiche e ai
sacrifici delle lavoratrici del passato, ma ad interrogarsi sulle
caratteristiche e sulle dinamiche peculiari del lavoro femminile,
sulle specificità che esso presentava in epoca contemporanea . [1]
Ed
è stata soprattutto la nuova categoria analitica del genere che ha
reso più complessa la ricerca, arricchendo il questionario con cui
interrogare il mondo del lavoro [2]
che non può essere considerato solo un tema di storia economica ma
deve essere inserito in un quadro più generale di ordine
demografico, sociale, giuridico e culturale.
La
storia del lavoro appare oggi molto più ricca e articolata, sia nel
suo sviluppo metodologico, con il ricorso a una grande varietà di
fonti, sia in quello delle tematiche, come storia delle mentalità,
delle culture e dei comportamenti collettivi [3].
La storiografia, attenta inizialmente soprattutto ai mestieri che
hanno attratto una più massiccia presenza delle donne – contadine
e operaie – ha poi esteso l’indagine procedendo alla
ricostruzione dell’accesso femminile ad altri lavori, dall’impiego
negli uffici alle libere professioni. In questo più recente ambito
di ricerca le prime a essere studiate sono state le impiegate
postelegrafoniche e in genere le donne presenti nella pubblica
amministrazione, solo in un secondo momento le impiegate in banca e
nell’industria [4].
In
Italia la presenza delle donne negli uffici fu favorita dalle
esigenze scaturite dal primo conflitto mondiale e, seppure contenuta
nel numero, provocò fin dall’inizio un acceso dibattito
sull’opportunità dell’assunzione di personale femminile. Nel
dopoguerra il fascismo si schierò per l’esclusione delle donne,
soprattutto dalla pubblica amministrazione e dalla scuola, o quanto
meno cercò di limitarne la presenza numerica, ma di fronte
all’impossibilità di rinunciare al lavoro femminile si sforzò di
affidare loro lavori meramente esecutivi [5].
Il processo era comunque avviato e la presenza femminile è diventata
strutturale, producendo profondi cambiamenti, come la tipizzazione
per sesso nel lavoro d’ufficio.
Questo
studio intende fornire un contributo in ambito locale alla storia
dell’emancipazione femminile attraverso il lavoro, pur nelle sue
contraddizioni, al fine anche di una più articolata conoscenza dei
contorni sociologici delle classi medie [6].
La
ricerca si avvale principalmente delle serie di fascicoli personali
degli impiegati conservate presso la ThyssenKrupp Acciai Speciali
Terni [7]
e secondariamente di alcuni registri dei versamenti previdenziali
degli impiegati, che hanno reso possibile un riscontro con i
nominativi ricavati dai fascicoli.
Presso
l’Archivio del personale della ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni
sono allineate diverse serie di fascicoli. Una prima presenta sulla
costa la dizione “IMP”, è ordinata alfabeticamente e le buste
sono numerate da 1 a 28; è sicuramente la serie più vecchia e
raccoglie i fascicoli di impiegati assunti fin dall’inizio del
Novecento. Sono stati estratti da questa serie tutti i fascicoli
relativi alle donne, raccogliendo così un totale di 190 nominativi,
ridotti a 171 perché si è deciso di prendere in esame le assunzioni
fino al 1944, quando avvenne l’interruzione di ogni attività degli
impianti in seguito alle distruzioni provocate dai bombardamenti
alleati. È stata poi consultata una seconda serie con la dizione
“Pratiche IMP licenziati Roma Terni” ordinata alfabeticamente
secondo buste numerate A1, A2 ecc. L’ordine interno alle buste non
è rigoroso: è rispettata solo l’iniziale della prima lettera del
cognome. Questa seconda serie contiene fascicoli vari per origine e
periodo, relativi a sedi diverse come Terni, Roma, talvolta Milano,
le altre sedi umbre (Spoleto, Papigno, Nera Montoro) e sono più
recenti. Si tratta prevalentemente di assunzioni successive al 1946,
risalgono più raramente agli anni trenta del Novecento (spesso sono
doppioni di fascicoli già presenti nella prima serie o anche dentro
la stessa serie). Si ricava l’impressione che questa sia la
collezione in epoca più recente, probabilmente all’inizio degli
anni sessanta, di documenti di diversa provenienza. Talvolta le
cartelle non contengono fascicoli, ma corrispondenza varia relativa
al soggetto indicato in copertina. Dalla consultazione si sono potuti
trarre, per il periodo oggetto della ricerca, fascicoli relativi a 37
impiegate della sede di Terni.
È
stato poi controllato anche l’archivio corrente, raccolto in
contenitori a cassetti in ordine alfabetico, in cui sono stati
trovati altri 15 fascicoli relativi a impiegate assunte fino al 1943.
Sono
stati raccolti così 223 fascicoli relativi a impiegate assunte, nel
periodo tra le due guerre mondiali, presso gli uffici degli impianti
siderurgici – acciaieria, fonderia, fucinatura – e la Direzione
centrale amministrativa [8]
di Terni. Non è stato possibile estendere lo studio agli impianti
elettrici e chimici di Papigno, Collestatte e Nera Montoro perché le
fonti utilizzate non restituiscono, se non sporadicamente, i relativi
fascicoli.
NOTE
1 Simonetta
Soldani, L’incerto profilo degli
studi di storia contemporanea, in A
che punto è la storia delle donne in Italia,
a cura di Anna Rossi-Doria, Viella, Roma 2003, p. 65. [su]
2 Cfr.
Angela Groppi, Ottica di genere e
lavoro in età moderna, in Innesti.
Donne e genere nella storia sociale,
a cura di Giulia Calvi, Viella, Roma 2004, pp. 239-275. [su]
3 Cfr.
Storia e storie del lavoro. Vicende,
riflessioni, immagini tra ‘800 e terzo millennio,
a cura di Angelo Varni, Rosenberg & Sellier, Torino 1997, in
particolare il contributo di Roberto Balzani, Una
disciplina sfuggente. La storia del lavoro tra storiografi, problemi
metodologici e nuove piste di ricerca, pp.
203-220. [su]
4 Cfr.
Barbara Curli, Italiane al lavoro.
1914-1920, Marsilio, Venezia 1998;
Chiara Giorgi, L’emarginazione
femminile nella pubblica amministrazione tra le due guerre: storie di
donne, in L’altra
metà dell’impiego. La storia delle donne nell’amministrazione,
a cura di Chiara Giorgi, Guido Melis e Angelo Varni, Bononia
University Press, Bologna 2005, pp. 79-98; Patrizia Ferrara, Le
donne negli uffici (1863-2002), in
Impiegati,
a cura di Guido Melis, Centro Studi
Storia del Lavoro, Rosenberg & Sellier, Torino 2004, pp. 125-162. [su]
5 Cfr.
Melis, Introduzione, in
L’altra metà dell’impiego
cit. (a nota 4), pp. 7-15. [su]
6 Cfr.
Colletti bianchi. Ricerche su
impiegati funzionari e tecnici in Italia fra ‘800 e ‘900,
a cura di Marco Soresina, Franco Angeli, Milano 1998. [su]
7 E'
questo l’attuale nome di quella che storicamente è stata la
Società Terni, assunto dopo la sua acquisizione, negli anni novanta
del secolo scorso, da parte della multinazionale tedesca
ThyssenKrupp. [su]
8 Nei
documenti appare sia la sigla DCA, Direzione centrale amministrativa,
sia SCA, Segreteria centrale amministrativa. Le sigle si riferiscono
alla realtà degli stessi uffici, distinti da quelli della Direzione
generale, DG, che non aveva la propria sede a Terni. [su]
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