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Edizione 2006
pp. VIII+194
euro 12,00 (IVA inclusa)
ISBN 88-87288-73-9
Indice
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Matteo Berlenga, Marusca Ceccarini
Cento anni con i lavoratori marscianesi.
La CGIL e la Camera del Lavoro di Marsciano.
Il centenario della CGIL ha rappresentato l'occasione per
approfondire le origini e la storia del movimento operaio
marscianese. Sulla base della documentazione e delle testimonianze
di chi ha vissuto il sindacato, le sue dure battaglie, gli
scontri ma anche le manifestazioni per la Festa dei lavoratori,
si sono delineate le vicende della Camera del Lavoro di Marsciano
a partire dalla sua costituzione, il 17 settembre 1944, nel
nuovo clima democratico riconquistato alla fine del buio periodo
della dittatura fascista. Ne emerge un percorso, documentato
anche da un ricco apparato fotografico, attraverso lotte e
cambiamenti sociali che hanno portato i lavoratori marscianesi
ad “abbandonare la falce in cambio del martello”, facendo
della Marsciano rurale degli anni cinquanta, l'odierna cittadina
caratterizzata dalla presenza di piccole e medie imprese industriali.
Un cammino fatto da donne e uomini che vedevano nella solidarietà,
nell'emancipazione e nella cooperazione la chiave di riscatto
da secoli di oppressione e sfruttamento subiti nelle terre
della mezzadria.
Da questo quadro emerge un elemento di continuità che
ha contraddistinto la storia della CGIL: la capacità
di superare i momenti di crisi, anche quelli più gravi,
sia innovando le proprie strategie e strutture organizzative,
sia mantenendo aperto il confronto con il mondo del lavoro,
della cultura e la società civile.
Presentazione
Ricostruire uno spaccato della storia della Camera del Lavoro
di Marsciano e delle vicende che hanno contribuito a modificare
il tessuto sociale marscianese sarebbe stato ambizioso e arduo.
Questo lavoro vuole soltanto proporsi come breve percorso
di quella storia e come un tentativo di fornire un contributo
e qualche spunto per ulteriori ricerche.
Per documentare i momenti salienti della Camera del Lavoro
abbiamo fatto ricorso a fonti diverse: pubblicazioni periodiche,
documenti di varia fonte prodotti per iniziativa delle organizzazioni
economiche o delle forze politiche, interviste ad alcuni protagonisti
del secondo dopoguerra. Fondamentali nella ricerca sono stati
i documenti e le fotografie rinvenuti presso l'Archivio della
Camera del Lavoro di Marsciano, attualmente in fase di sistemazione
presso la sede regionale della CGIL, e l´Archivio Storico
del Comune di Marsciano, recentemente riordinato e riaperto
al pubblico. Un valido aiuto ci è stato fornito dalle
testimonianze di Nilo Toccaceli, vicesegretario per i primi
quindici anni della CGIL a Marsciano, Luciano Farnesi, rappresentante
sindacale e dirigente della CGIL dagli anni cinquanta, Vittorio
Alunni, delegato sindacale presso la FBM dal 1961 al 1987
e Massimo Buconi, segretario di zona fra il 1979 e il 1985,
ai quali va il nostro vivo ringraziamento. Esprimiamo gratitudine
anche al professor Renato Covino per gli utili consigli, all'archivista
Rosario Di Stefano per la sua disponibilità e al sindaco
Gianfranco Chiacchieroni per l´opportu-nità dataci.
Nell'affrontare il lavoro abbiamo cercato, nella prima parte,
di ripercorrere, in modo sintetico, la storia della CGIL e
del Novecento italiano, evidenziando gli avvenimenti più
importanti che hanno segnato le tappe del lungo cammino politico
e organizzativo del sindacato, con particolare riferimento
alla situazione umbra. La narrazione inizia con la nascita
delle prime strutture sindacali (leghe di resistenza, camere
del lavoro, federazioni di categoria, fino alla costituzione
della CGdL nel 1906 a Milano) e si snoda lungo tutto il Novecento
attraversando l'età giolittiana, la crisi del sistema
liberale e l´avvento della dittatura fascista, la guerra,
la Resistenza e le fasi salienti del periodo repubblicano,
fino ai giorni nostri, anche con lo scopo di sottolineare
i sacrifici e le sofferenze che hanno vissuto milioni di lavoratrici
e di lavoratori i quali, ancorati ai grandi valori di solidarietà
e di giustizia sociale, di libertà e di eguaglianza,
hanno saputo affrontare la miseria e la fatica con grande
dignità, fornendo un contributo decisivo alla trasformazione
democratica dell'Italia.
Nella seconda parte, arricchita da un'appendice fotografica
che ci sta molto a cuore, abbiamo cercato di ripercorrere
i momenti salienti della storia del movimento operaio marscianese
e, dal 17 settembre 1944, della Camera del Lavoro di Marsciano.
Un viaggio attraverso le lotte e i cambiamenti sociali che
hanno portato i lavoratori marscianesi ad “abbandonare la
falce in cambio del martello”, facendo della Marsciano rurale
degli anni cinquanta, l'odierna cittadina caratterizzata dalla
presenza di piccole e medie imprese industriali. Un percorso
fatto da uomini che vedevano nella solidarietà, nell'emancipazione
e nella cooperazione la chiave di riscatto di secoli di oppressione
e sfruttamento subiti, in quelle che ora sono le nostre verdi
colline, ma che fino a pochi decenni fa erano le terre della
Marsciano mezzadrile.
A nostro avviso l'elemento di continuità che ha contraddistinto
la storia centenaria della CGIL, sia nazionale sia locale,
sta soprattutto nell'aver avuto sempre la capacità
di superare i momenti di crisi, anche quelli più gravi,
sia innovando le proprie strategie e strutture organizzative,
sia mantenendo aperto il confronto con il mondo del lavoro,
della cultura e la società civile. Questa tesi appare
ancora più convincente di fronte all'atteggiamento
odierno del sindacato, il quale è riuscito ancora una
volta ad affrontare coraggiosamente il rinnovamento della
sua azione e della sua linea strategica nel nuovo contesto
internazionale dei processi di integrazione europea e della
globalizzazione.
Premessa
di Renato Covino
Non è semplice scrivere un libro sulla storia della
maggiore organizzazione sindacale italiana, la CGIL, in un
territorio locale e in una piccola città. Il rischio
di raccontare una vicenda poco significativa e tutt'altro
che esemplare, sia dal punto di vista delle dinamiche della
contrattazione sia da quello della vertenzialità, porterebbe
a scoraggiare l'esperimento. Il pericolo è quello che
si corre normalmente quando si scrive di storia locale e in
particolare del periodo contemporaneo: lo sforzo è
quello di considerare la vicenda locale come un tassello –
sempre uguale pur nelle diverse situazioni – della più
vasta storia nazionale, con il risultato di produrre storie
in sedicesimo tutte uguali a se stesse. La soluzione di questo
dilemma è puntare sulle specificità, sui caratteri
originari dell'area presa in considerazione e, al tempo stesso,
cercare di lavorare sul confronto e sul contrasto con la più
generale vicenda del soggetto sociale o del processo che si
indaga. È quello che hanno fatto gli autori di questa
storia della CGIL e della Camera del Lavoro di Marsciano.
La prima parte, che disegna la vicenda del sindacato in Italia
e in Umbria, potrebbe sembrare un lavoro – come si dice oggi
con una brutta parola – di contestualizzazione, la ricostruzione
di uno sfondo in cui collocare gli eventi specifici riguardanti
Marsciano, e invece si rivela come un disegno utile a marcare
le specificità della locale Camera del Lavoro e del
suo processo di costituzione e di crescita, gli elementi di
continuità e discontinuità rispetto alle vicende
generali. Ne emerge un milieu particolare. Il capoluogo si
dimostra il punto di maggior sofferenza ed effervescenza all'interno
della realtà comunale. Gli operai delle nascenti fabbriche
e gli artigiani dei borghi sono il nerbo dell'organizzazione
sindacale. I contadini vengono investiti marginalmente dal
processo di costruzione della struttura camerale, meno che
in altre zone dell'Umbria, persino negli anni 1919-1921 quando
le loro lotte attraversano tutte le campagne della regione.
I motivi di questo carattere sostanzialmente urbano della
Camera del Lavoro vanno individuati nella feracità
della pianura e della collina marscianese, nel flusso modesto,
ma significativo, di modernizzazione che i proprietari terrieri
innescano a cavallo tra Ottocento e Novecento: dall'attenzione
al vino alla rivoluzione foraggiera.
È su questo dato che giocano gli agrari, spesso residenti
a Perugia, negli anni del nascente fascismo per riconquistare
il controllo della città e del comune. Occorrerà
attendere il secondo dopoguerra perché il quadro si
modifichi, ma anche in questo caso con lentezza. Sarà
la lunga e faticosa conquista dell'autonomia contadina e dei
suoi strumenti che segnerà tutti gli anni cinquanta:
dalla costituzione del Molino Popolare all'organizzazione
indefessa delle leghe, della rappresentanza istituzionale,
ecc.
È una storia in cui consapevolezza dei propri diritti
e tentativo di guadagnare una vita decorosa per sé
e i propri figli si coniugano costantemente fino all'esito
finale, rappresentato dalla fine della mezzadria e dalla fuga
dalle campagne.
La popolazione del comune diminuirà ma aumenterà
per contro quella del centro principale, che troverà
la capacità e la forza di innescare un nuovo trend
di sviluppo basato sulla diffusione della piccola e media
impresa. Cambiano così le figure sociali di riferimento,
i dirigenti sindacali, l'attività degli stessi partiti.
Il sindacato da soggetto di resistenza si trasforma in fattore
di sviluppo, che usa la propria forza contrattuale e il movimento
di lotta come strumenti per indurre processi virtuosi nel
territorio. è anche questo che spiega perché
durante la crisi degli anni ottanta Marsciano non perda posizioni
nella gerarchia delle città umbre, ma veda anzi salire
la sua popolazione e tenere il suo tessuto industriale. Si
costruisce, insomma, una nuova coesione di cui la rete dell'organizzazione,
da un lato, e quella delle istituzioni, dall'altro, giocano
un ruolo di stimolo rispetto al contesto imprenditoriale e
alle esperienze industriali antiche e nuove.
Matteo Berlenga e Marusca Ceccarini ricostruiscono questo
mosaico, utilizzando l'Archivio camerale, finora rimasto intoccato
nella sede della CGIL, che si rivela uno strumento insostituibile
per delineare gli snodi di una vicenda destinata altrimenti
a restare sconosciuta, specie nel momento in cui gli ultimi
testimoni vanno scomparendo. Segno che gli anniversari, nel
nostro caso il centenario della fondazione della CGIL, sono
tutt'altro che inutili se consentono – come in questa occasione
– un imponente lavoro di riordino documentario che permette
di conservare identità e memoria oggi sempre più
a rischio.
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