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prima edizione febbraio 2009
pp. 240
euro 15,00 (IVA inclusa)
ISBN 978-88-6379-004-7
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Il sito industriale di
Adolfo Colosso a Ugento (LE) storia e patrimonio
di Antonio Monte e Ilaria Montillo
Premessa
Affiora dalle pagine di questo volume la ricchezza del patrimonio
industriale, dei suoi luoghi e dei suoi protagonisti. Una
ricchezza tutta da scoprire, che sta emergendo dal tessuto
di questo sorprendente territorio salentino. È questo il fascino
della meticolosa ricerca degli studiosi di archeologia industriale
che si addentrano nei meandri degli opifici, delle fabbriche,
delle aree dismesse, delle piccole industrie per rispolverare
ciò che il tempo ha sommerso.
Così si studiano macchine, impianti, congegni, si consultano
archivi, biblioteche, ricostruendo storie di artigiani, imprenditori
e operai. In questo percorso si incontra e si decifra la storia
dell’architettura, dei cicli produttivi, dell’economia locale,
della realtà sociale, si intreccia la vita della gente. Ogni
volta è una scoperta sempre nuova che a volte lascia senza
fiato. Il lavoro confluisce poi nella redazione di schede
catalografiche con risultati scientificamente compiuti. Nel
territorio pugliese da anni è laborioso e vivace lo studio
dei siti e dei processi industriali dismessi.
La provincia salentina ha mosso per prima i primi passi verso
la scoperta dell’archeologia industriale nella sua Terra d’Otranto
e poi in tutta la Puglia, accompagnata agli esordi da Gino
Papuli e in seguito da Renato Covino. Oggi l’insegnamento
della disciplina nella Facoltà di Beni Culturali dell’Università
del Salento, la presenza della sezione regionale dell’Associazione
Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale, il concorso
dell’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali di Lecce
del Consiglio Nazionale delle Ricerche, la partecipazione
e l’adesione attiva di giovani che hanno conseguito una formazione
post universitaria (Master in Conservazione, Gestione e Valorizzazione
del Patrimonio Industriale) fanno del Salento uno dei territori
più attenti alla conoscenza, conservazione, valorizzazione
e fruizione del patrimonio industriale. Il Salento vanta questa
attenzione anche per merito di Amministratori locali sensibili,
circondati da validi riferimenti nel proporre e realizzare
le loro idee di progetti di recupero e valorizzazione di un
percorso di frantoi ipogei, di una distilleria, di alcuni
stabilimenti vinicoli e altro. Il patrimonio industriale è
della comunità, esso appartiene alla storia di ognuno che
lo riconosce e lo rivendica. È ciò che è avvenuto anche a
Ugento terra nota per il suo antichissimo trascorso di Municipio
messapico e romano, ma anche custode di uno dei siti industriali
più complessi e interessanti della Terra d’Otranto del XIX
secolo.
Una città legata non solo al nome dell’antica Ozan, ma anche
a quello di Adolfo Colosso, illuminato agronomo salentino.
La ricerca è stata condotta attraverso lo studio degli stabilimenti
che costituiscono il sito industriale di “Casa Colosso”, in
cui si intrecciano il lavoro e l’impegno di due generazioni.
Affascinante è la scoperta di questo patrimonio sopravvissuto
che parla di sé attraverso i luoghi, gli oggetti e soprattutto
le persone: le cantine da vino dell’enopolio, la batteria
di presse idrauliche nell’oleificio, i numerosi riconoscimenti,
persino un archivio d’impresa e la straordinaria memoria della
sua famiglia.
Antonio Monte
CNR-IBAM di Lecce
Ilaria Montillo
AIPAI-Puglia
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