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Edizione 2008
pp. XIV, 210
euro 15,00 (IVA inclusa)
ISBN 978-88-87288-96-8
Indice
Presentazione di Renato Covino
modulo per l'ordinazione
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Il patrimonio industriale
della Puglia: ricerche, progetti e realizzazioni
Atti delle Giornate di Studi
Lecce, Palazzo Codacci Pisanelli, 11 marzo 2004
San Cesario di Lecce, Palazzo Ducale,12 marzo 2004
a cura di Antonio Monte
Premessa
di Antonio Monte
La pubblicazione di questa serie di interventi, frutto di
due giornate di studi sul patrimonio industriale della Puglia,
segna un punto di arrivo e nello stesso tempo un punto di
partenza. Per la prima volta si sono seduti intorno a un tavolo
studiosi, ricercatori, professionisti, amministratori. Questo
volume mette insieme per la prima volta le loro testimonianze
che attraversano tutta la Puglia, dal Salento a Foggia.
L'iniziativa che si inserisce nell'attività di ricerca
dell'Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali di Lecce,
raccoglie i risultati di una serie di tesi di laurea e di
progetti di professionisti ed esperti che hanno operato in
direzione del recupero, conservazione e valorizzazione del
patrimonio industriale regionale. In particolare, le due giornate,
11 e 12 marzo 2004, sono state organizzate dalla cattedra
di Archeologia Industriale della Facoltà di Beni Culturali
dell'Università degli Studi di Lecce, dal Consiglio
Nazionale delle Ricerche - Istituto per i Beni Archeologici
e Monumentali di Lecce, dalla Provincia di Lecce, dal Comune
di San Cesario di Lecce e dalla Sezione Regionale per la Puglia
dell'Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico
Industriale e dal TICCIH (The International Committée
for the Conservation of the Industrial Heritage) - Sezione
Italiana.
Il tema dell'industria dismessa abbraccia la conoscenza di
un immenso patrimonio e richiede, caso per caso, uno studio
e un'ipotesi di valorizzazione, verificando capillarmente
l'urgenza e la fattibilità di ogni intervento. Non
a caso in queste giornate - consapevolmente - si sono alternati
studiosi e operatori. Il patrimonio industriale è oggi
un bene culturale che esige interventi specializzati, nel
tentativo di rafforzare l'identità storica regionale.
Si sa, ogni bene industriale ha la sua specificità
e prima di subire qualsiasi intervento di recupero deve essere
catalogato, studiato e analizzato, esattamente quanto un reperto
archeologico. Non a caso è nato il binomio "archeologia
e industria".
Protagonisti della prima sessione sono stati dunque giovani
laureati in Archeologia Industriale presso la Facoltà
di Beni Culturali e stagisti del Master in Conservazione,
Gestione e Valorizzazione del Patrimonio Industriale dell'Università
degli Studi di Padova, IUAV di Venezia, Politecnico di Torino,
Comune di Schio e Comune di Terni. Sono stati presentati casi
studio frutto di ricerche svolte sul campo in alcuni importanti
centri pugliesi (Le fabbriche del vino e dell'alcol: le esperienze
di Parabita e Tuglie, Novoli e Manduria; Le macchine dell'industria
agroalimentare; Le ceramiche di Grottaglie; La Nitriera borbonica
di Molfetta; Le macchine delle cave di Cutrofiano; L'Arsenale
Marittimo Militare di Taranto; Un centro industriale di terra
di Bari: Gioia del Colle). Dall'opificio alle macchine, dalla
bottega all'industria, dalle infrastrutture a un centro industriale.
Le tipologie sono state differenti, unici il metodo diindagine
e la finalità.
La seconda sessione è stata dedicata ai progetti di
recupero di beni industriali. Sono intervenuti architetti
e ingegneri che hanno lavorato su interventi di riuso e valorizzazione
di opifici (Il patrimonio industriale della provincia di Foggia;
L'ex Manifattura tabacchi di Bari; Il recupero del "Magazzeno
Super" dell'ex Montecatini a Brindisi; Il riuso dell'ex
Officine Cantelmo a Lecce; Il faro di Capo Palascìa
a Otranto; L'ex Magazzino di tabacco Lopez Y Royo a Monteroni
di Lecce; Il Museo dell'alcol a San Cesario di Lecce). In
questa sezione "si è toccata con mano" la
realtà. Dalle potenzialità alla realizzazione
con significativi esempi di recupero e riuso.
La terza sessione, infine, non riportata in questo volume,
è stata una tavola rotonda che ha riunito amministratori
del Salento interessati a promuovere iniziative e progetti
in tema di archeologia industriale: Francesco Chirilli (sindaco
di Maglie), Antonio Coppola (sindaco di Tricase), Cesare Serra
sindaco di San Cesario di Lecce), Paolino Matteo (sindaco
di Cutrofiano) e Leonardo La Puma (sindaco di Presicce); è
stato un importante momento di confronto e analisi delle varie
realtà locali con buone prospettive per il futuro.
Gli atti vedono la luce dopo quattro anni; punto di arrivo
e di partenza. Da quel momento a oggi il "cantiere"
ha continuato i suoi lavori. Dal 2004 al 2007 sono stati realizzati
altri convegni e giornate di studi (Il patrimonio industriale.
Casi di studio in Puglia e Museo diffuso, reti museali e musei
della produzione industriale nel 2005; Territorio e
patrimonio industriale. Il Salento: casi di studio e Itinerari
per un museo del patrimonio industriale a Maglie nel 2006;
La distilleria De Giorgi a San Cesario di Lecce: da opificio
a monumento. Conservazione, recupero e valorizzazione
e Il patrimonio industriale della Puglia: una peculiare
risorsa per lo sviluppo turistico. Il recupero, conservazione
e valorizzazione del molino Scoppetta di Pulsano (TA)
nel 2007), numerosi stage e summer school in collaborazione
con i corsisti del Master in Conservazione, Gestione e Valorizzazione
del Patrimonio Industriale dell'Università degli Studi
di Padova, nonché mostre in tema di archeologia industriale.
C'è da dire che amministratori e tecnici sono sempre
più partecipi, è aumentata anche la sensibilità
dell'opinione pubblica e il grado di cultura verso la tutela
e la conservazione di questi beni. Il "cantiere è
aperto" e gli operatori sono al lavoro per far sì
che questi esempi non siano solo atti di un convegno.
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