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Edizione 2006
pp. XVI+192
euro 10,00 (i.i.)
ISBN 88-87288-72-0
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Daniela Crispolti
Il dovere della modernità. Domenico Arcangeli, amministratore,
politico e intellettuale.
I temi dell'identità e della memoria
sono da tempo al centro dell'attenzione dell'Amministrazione
Comunale nella convinzione che la riscoperta e la valorizzazione
delle proprie radici sia condizione centrale per favorire
lo sviluppo delle comunità locali, in un mondo sempre
più globale nel quale la capacità di caratterizzarsi,
di esaltare la propria “unicità” diventa un valore
aggiunto determinante.
Spoleto è città
di antico e nobile lignaggio che ha vissuto i suoi momenti
di maggiore e fulgido splendore nel passato più lontano.
Probabilmente per questo la storia e le storie dell'Ottocento
e del Novecento sono state meno indagate rispetto alle altre,
eppure è proprio in quegli anni che si sono avviate
e prodotte le vicende sociali, economiche, politiche, di cui
tutti siamo figli e si sono affermati protagonisti collettivi
(penso, per esempio, all'epopea delle miniere) e individuali
che hanno fatto sì che Spoleto oggi sia così
come è e non un'altra.
Conoscere e interpretare quelle
vicende è quindi necessario per comprendere il nostro
presente e per progettare correttamente il futuro; appropriarsene,
farne tema condiviso, è utile per essere una Città
più coesa, capace di unirsi intorno a questioni di
interesse generale, per essere Comunità vera e non
somma di individui, di soli interessi particolari.
Con questo obiettivo, ormai da
anni, l'Amministrazione stimola e favorisce studi e ricerche
sulla storia locale; in questo contesto sono nate la “Collana
Calendario Spoletino”, le “Giornate della memoria cittadina”
(non a caso incentrate sul 22 marzo, anniversario del più
tragico incidente nelle miniere di Morgnano), la collaborazione
con le Associazioni culturali e, in particolare, con gli Amici
di Spoleto, che hanno avviato la pubblicazione di una collana
di testi sulla memoria cittadina, e questo primo volume della
collana Quaderni dell'Identità e della Memoria , a
cura dell'Amministrazione Comunale.
È con vero piacere, quindi,
che saluto l'avvio di questa nuova avventura, a cui ha dato
un contributo essenziale l'ICSIM (Istituto per la Cultura
e la Storia d'Impresa “Franco Momigliano”) che ringrazio sinceramente,
che vuole essere anche uno stimolo e un'occasione per quanti
amano la nostra Città e vogliono misurarsi con la sua
storia.
Mi fa piacere che questa collana
si apra con una pubblicazione dedicata al “primo sindaco di
sinistra, dopo 43 anni di dominio incontrastato del Partito
Conservatore”; quel Domenico Arcangeli che, come è
scritto nell' Introduzione , fu certamente politico, amministratore,
intellettuale, tra i più significativi della classe
dirigente umbra tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni
del Novecento. Personalità complessa, di grande vivacità
intellettuale, politicamente irrequieto (fu liberale, poi
socialista e, infine, illuso dagli accenti vitalisti e modernizzatori,
fascista), ebbe nell'amore per la città, nella ricerca
e nella promozione della modernità e dell'innovazione
la costante della sua azione politica e intellettuale, sempre
volta a tutelare il ruolo di Spoleto, a favorire lo sviluppo
economico e l'industrializzazione, a superare l'arretratezza
e la staticità politica, economica e sociale che caratterizzavano
e penalizzavano (ma è giusto usare solo verbi al passato?)
tutta l'Umbria.
Convinto innovatore, deluso dal
conservatorismo economico e sociale del fascismo, che ben
presto mostrò il suo vero volto liberticida, accentratore
e reazionario, abbandonò la lotta politica per dedicarsi
agli interessi culturali e, anche in questo campo, da presidente
dell'Accademia Spoletina, mostrò le sue capacità
facendo vivere all'antica istituzione culturale uno dei suoi
periodi più fecondi.
Del resto, già da fondatore
e presidente della Pro Spoleto, Arcangeli aveva mostrato come
i suoi interessi e le sue capacità spaziassero, oltre
la politica e l'economia, anche nella cultura e nella promozione
turistica.
Questo studio ripercorre
con precisione, acume e rigore la poliedricità degli
interessi e delle attività di Domenico Arcangeli e
ci offre l'occasione per conoscere meglio e per ricordare
un figlio illustre di Spoleto, che molto ha fatto per la sua
città e che forse abbiamo dimenticato troppo in fretta.
Per questo penso sia giusto ringraziare Daniela Crispolti,
che si è sobbarcata la fatica della ricerca, e il professor
Renato Covino, direttore dell'ICSIM, che ha curato la pubblicazione,
e quanti, all'interno dell'Amministrazione Comunale, hanno
lavorato e lavorano al progetto Identità e Memoria
di cui i Quaderni sono parte.
Massimo Brunini (Sindaco di Spoleto)
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