Produzione editoriale - collane

Strumenti e documenti

Edizione 2004
pp. XIV+246
euro 15,40 (IVA inclusa)
ISBN 88-87288-39-9
Indice
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La centralità mancata. La questione ferroviaria in Umbria
(1845-1927)
di Stefano De Cenzo

Il tema delle comunicazioni ferroviarie – e ancor più stradali – continua ad essere in cima all'agenda degli amministratori umbri, nella convinzione che la nostra regione, tanto nella sua totalità, quanto nei diversi territoriche la compongono, sia decisamente penalizzata rispetto alle parti più sviluppate del paese.
Il dato interessante, e curioso allo stesso tempo, è che rispetto a più di un secolo fa, pur tenendo conto delle profonde differenze esistenti sul piano sociale, politico ed economico, ben poco sembra essere mutato se, per fare solo un paio di esempi, ci si continua a battere per realizzare, anche se su strada e non più su rotaia, collegamenti diretti tra Terni e Rieti o tra Foligno e Civitanova Marche. Senza dimenticare, in campo più strettamente ferroviario, le continue discussioni, e le relative aspettative, in merito al rilancio della Ferrovia Centrale Umbra, ad un suo prolungamento oltre l'Appennino o, più semplicemente, all'ancora incompleto raddoppio dell'Ancona-Roma.
Questo lavoro, pur con i suoi limiti, potrebbe allora servire a dimostrare che, tutto sommato, le motivazioni che spingevano gli amministratori di allora ad intraprendere certe battaglie non erano poi così diverse da quelle di oggi; e, senza alcuna presunzione, attraverso la conoscenza di quanto è accaduto in passato, e la comprensione di come e perché certe ipotesi non si sono mai realizzate, forse il dibattito attuale potrebbe arricchirsi di nuovi spunti e maggiore consapevolezza.