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prima edizione dicembre 2009
pp. 64
euro 10,00 (IVA inclusa)
ISBN 978-88-6379-014-6
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Silvia Taurino
Filastroccando.
Filastrocche senza trama e senza senso che danno un senso
alla vita
La nostra civiltà affonda le sue radici
in un passato cronologicamente non troppo lontano, ma lontanissimo
culturalmente.
Passato fatto di lavoro nei campi e sani passatempi vicino
al focolare, dove tutta la famiglia riunita dava il proprio
contributo creativo a trascorrere la serata che, al buio di
una candela, è molto lunga.
E' proprio qui, accanto al focolare che immagino che vengano
narrati: racconti, storielle e filastrocche tramandati oralmente
da generazione in generazione o frutto dell'estro creativo,
di una cultura sana e genuina che, da un errore banale, da
una parola detta male, trae una filastrocca senza trama e
senza senso in grado di allietare la serata e dare un senso
alla vita.
Alcune di queste filastrocche hanno carattere religioso, alcune
sono rivisitazioni di scene di vita quotidiana, altre non
hanno significato, ma hanno la capacità magica di infondere
allegria e un grande senso di pace, in grado di rilassare
la mente e placare l'animo, mentre scandiscono i momenti salienti
della vita degli individui.
Riporterò alcune di queste filastrocche tramandate
ormai solo dalle persone più anziane
Non starò a risalire alle origini latine, greche o
spagnole di esse e, se le parole sono stravolte o incomprensibili,
pazienza: quello che conta veramente è la convinzione
con cui le nostre nonne le ripetono e tentano di tramandarle
ai nipoti, convinte che in quei poveri versi contorti sia
celato tutto il sapere e l'esperienza di anni e anni di vita.
Loro ci credono, perché togliere quest'illusione?
Poiché questi miei scritti si rivolgono a lettori
capaci di intendere il nostro dialetto, ho evitato di riportare
la traduzione delle varie strofette, perché non si
renderebbe il testo dialettale in tutte le sue sfumature,
in quanto la traduzione: se è bella, è infedele;
se è fedele, non è bella.
La migliore traduzione è quella che ognuno fa nella
sua mente, mentre legge (o sente) il testo dialettale.
S.T.
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