Produzione editoriale - collane

Strumenti e documenti

prima edizione giugno 2008

pp. 176
euro 15,00 (IVA inclusa)
ISBN 978-88-87288-87-9

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Un'impresa italiana nella Spagna di Franco.
Il rapporto FIAT-SEAT dal 1950 al 1980
di Andrea Tappi

Frutto di una joint-venture con il governo franchista, la SEAT di Barcellona costituisce in assoluto la più importante esperienza estera della FIAT nel dopoguerra ed esemplifica il trasferimento e l’adattamento su scala internazionale dei principi della produzione in serie.
Dopo aver materialmente sostenuto i nazionalisti durante la guerra civile, nei decenni successivi la FIAT trovò in Spagna un mercato protetto per le proprie utilitarie, un costo del lavoro minore che in Italia e soprattutto l’assenza delle più elementari libertà sindacali finché durò il regime del generale Franco. Gli anni di maggior crescita coincisero con la modernizzazione del paese a cavallo tra gli anni sessanta e settanta del Novecento. Eppure, il rapido aumento della produzione mise a nudo disfunzioni e difetti della fabbrica fordista. Con essi andò aumentando il malcontento al suo interno. Intanto, l’assunzione di manodopera giovane e rurale rese quella della SEAT la maggiore concentrazione operaia del paese e un universo sempre meno controllabile da parte di una direzione aziendale connivente con il regime e abituata da vent’anni alla pacificazione sociale imposta dall’alto.
La crisi economica degli anni settanta, l’agonia del regime e la definitiva affermazione di commissioni operaie alternative al sindacato ufficiale comportarono nel 1980 la rinuncia della FIAT alla Spagna, a conferma che il successo della SEAT e i profitti della casa torinese si erano fondati durante i trenta anni precedenti su una peculiare declinazione della produzione di massa, sul binomio fordismo e franchismo.