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Edizione 2004
pp. 72
euro 6,00 (iva inclusa)
ISBN 88-87288-44-5
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Giornate del patrimonio
Tecnici e impianti dall'Europa a Terni, da Terni all'Europa
giornata di studi (Terni, 27 settembre 2003)
a cura di Angelo Bitti e Luigi Di Sano
Presentazione
In pochi decenni la Comunità Europea è
passata dai sei Stati fondatori agli attuali venticinque,
conseguenza del recente allargamento a diversi Paesi della
parte orientale del continente. Ormai tutto intorno a noi
ci riconduce a questa dimensione sopranazionale dell'economia,
della politica, della cultura e della società. Le elezioni
a suffragio universale, la moneta unica, il progetto di Costituzione
e la legislazione comunitaria sono sempre più parte
della nostra vita quotidiana, mentre con la vertenza del "Magnetico"
della Acciai Speciali Terni abbiamo scoperto che c'è
un nuovo livello istituzionale con il quale bisogna rapportarsi
e fare i conti. L'Europa attuale è dunque espressione
di un grande processo di costruzione, estremamente significativo
nella realtà della globalizzazione e della concorrenza
tra aree geografiche e imprese multinazionali, nazioni emergenti
e potenze consolidate. Dentro questo scenario, in breve, si
svolgerà la futura competizione per il dominio del
mercato e per l'egemonia politico-culturale.
Le pagine che seguono danno invece conto di un altro quadro,
quello dell'Europa della prima industrializzazione, quando
il sogno della futura unità apparteneva al massimo
a qualche utopista e per le pianure e le valli franco-tedesche
si svolgevano già atroci conflitti, preannuncio di
quelli assai più aspri che sarebbero seguiti nella
prima metà del "secolo breve". Ma non è
di questo che si è parlato nella giornata di studi,
promossa dall'Archivio di Stato di Terni e dall'ICSIM sull'interscambio
di tecnici e tecnologie tra il nostro territorio e alcune
delle più avanzate realtà produttive di fine
Ottocento - inizio Novecento. Si è discusso soprattutto
della singolarità dell'esperienza ternana che, per
un chiaro intervento dall'esterno, venne quasi d'improvviso
a trovarsi nel cuore dei processi che davano sostanza all'idea
di modernità. Nella seconda metà dell'Ottocento
la nuova frontiera dello sviluppo passa per Terni, in un coacervo
di interessi nazionali e internazionali, pubblici e privati.
Federico Gruber, Giovanni Lucowich, Cassian Bon, Vincenzo
Stefano Breda, sono solo alcuni dei nomi attorno ai quali
si aggregano i migliori esperti europei nel campo del tessile,
della produzione delle armi o in quello siderurgico. È
in quegli anni che con l'acciaieria "più bella
del mondo" comincia a sorgere il mito della Manchester
italiana, sempre più centro di incontro di competenze
e di attività innovative, come quelle espresse nel
settore idroelettrico o della chimica. Da Terni tecnici e
prodotti si muovono per ogni dove, così come da ogni
parte si raggiunge Terni, per intessere rapporti e scambiare
esperienze e tecnologie. Alcuni nomi tra tutti: Luigi Casale,
Carlo Emilio Gadda, August Picard e Giulio Natta.
La storia industriale di Terni, che poi è la storia
della "città-fabbrica", pure tra alti e bassi,
tra luci e ombre, si è svolta tutta all'insegna di
questa dimensione internazionale e cosmopolita, come ben documentano
le relazioni inserite in questa pubblicazione. Né e
privo di significato il fatto che, conclusa la fase dell'industria
pubblica a partecipazione statale, a Terni ci sia ora la più
grande concentrazione di multinazionali dell'intero Centro-Sud
d'Italia, a conferma di una vocazione che è coerente
con la sua storia e, al tempo stesso, aperta ai nuovi orizzonti
dell'Europa e del mondo.
Franco Giustinelli
Presidente ICSIM
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