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Umbria contemporanea. Rivista
di studi storico-sociali
n. 12-13, dicembre 2009
PRESENTAZIONE
In questo numero, "Umbria Contemporanea" ha deciso
di trattare la "questione agraria", proponendo,
senza alcuna pretesa di completezza, spunti di riflessione
per "ripensare l'agricoltura" attraverso la pluralità
degli "sguardi" offerti dagli autori, che per formazione
disciplinare e ruoli istituzionali presidiano un ampio ventaglio
delle tematiche in cui si articola un ambito particolarmente
complesso.
La sezione Ripensare l'Umbria inizia con un inquadramento
storico, curato da Luciano Giacchè, che si propone
di attraversare le dimensioni del tempo, prendendo avvio
dall'Unità nazionale, e ricomporre gli scenari del
passato in cui si è collocata la "questione agraria"
e prospettare un orizzonte per il futuro, in cui si inserisce
l'attuale "questione alimentare", cercando di dar
conto, da un lato, delle mancate risposte all'urgenza delle
ricorrenti problematiche sollevate e, dall'altro, del paradossale
scarto fra l'insostituibile funzione vitale che esercita l'agricoltura
e l'irrilevante considerazione sociale che riceve.
Le riflessioni affidate alla pluralità degli "sguardi"
si aprono con l'intervista del sociologo Paolo Montesperelli
all'antropologo Tullio Seppilli, che mette in luce il ruolo
decisivo che il cambiamento culturale ha giocato nel fenomeno
della "deruralizzazione", fra gli anni '50 e '60
del secolo scorso, e che resterebbe inspiegabile se imputato
esclusivamente alle pur disagiate condizioni economiche delle
campagne.
Il rapporto fra agricoltura e governo del territorio, che
nel 1977 fu scelto come tema del XV Congresso dall'Istituto
Nazionale di Urbanistica, viene riproposto da Franco Giustinelli
evidenziando la contraddizione tutta italiana della distorsione
dello sviluppo, che continua ancora ad alimentarsi con una
incontrollata crescita urbana, che comporta un abnorme consumo
di suolo agricolo, agitando periodicamente emergenze che insorgono
al di fuori di ogni disegno programmatico e che svelano l'assenza
di una cultura di governo.
Lo sguardo dell'economista si è appuntato su una parola
chiave, "multifunzionalità", che viene ora
costantemente evocata per connotare il nuovo ruolo assegnato
all'agricoltura, dimenticando, come invece argomenta Francesco
Musotti, che la pratica agricola è da sempre intrinsecamente
multifunzionale e semmai occorre analizzare la dinamica e
l'intreccio di queste funzioni "accessorie" rispetto
all'evoluzione della società.
Seguono gli interventi di Adolfo Orsini, Amministratore unico
dell'ARUSIA, del presidente dell'APROL Giulio Scatolini, sulle
tematiche dell'olio, e di Giuseppe Coco, che propone una riflessione
sui vini in Umbria.
In Note e Ricerche, la geografia della dinamica demografica
in Umbria e il decremento della popolazione agricola sono
i temi affrontati da Luca Calzola, dell'Ufficio Regionale
dell'ISTAT, in riferimento alla struttura insediativa dell'Umbria;
seguono i contributi di due organizzazioni professionali,
CIA e Coldiretti, realizzati rispettivamente dai presidenti
regionali Domenico Brugnoni e Albano Agabiti.
Completa il numero monografico la sezione Carte d'Archivio,
che ospita tre contributi, quello di Mario Squadroni, Soprintendente
archivistico per l'Umbria, quello di Manuel Vaquero Piñeiro,
ricercatore di storia economica presso l'Università
degli studi di Perugia, e quello di Tullio Seppilli.
Nell'affidare ai lettori questo nuovo numero di "Umbria
Contemporanea", si spera di aver tenuto fede agli intenti
di fondo della rivista, cioè di cogliere quell'intreccio
tra passato e presente, tra luoghi e soggetti, che in vari
modi ha definito il profilo e l'identità della nostra
regione.
+ Raffaele Rossi
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